Miti e leggende sul Lago di Carezza
Dai colori dell’arcobaleno a quelli dell’enrosadira
Un lago dai mille colori, montagne che si accendono al tramonto e leggende che vivono ancora oggi. Ve ne raccontiamo due.
Tra il Latemar e il Catinaccio è custodito uno dei luoghi più misteriosi delle Dolomiti: il Lago di Carezza. I suoi colori cangianti affascinano da sempre chiunque lo ammiri. Ma molto prima che i viaggiatori arrivassero fin qui, la gente del posto si tramandava storie per spiegare queste meraviglie della natura.
La leggenda più famosa racconta proprio del Lago di Carezza, chiamato da molti anche Lago dell’Arcobaleno. Sulle sue rive viveva un tempo la ninfa delle acque Ondina. Spesso sedeva là a intrecciare i suoi lunghi capelli e cantava con una voce così bella che persino il vento si fermava ad ascoltarla. Uno stregone udì il suo canto e volle conquistarla. Per attirarla fuori dall'acqua, tese un arcobaleno scintillante di pietre preziose sopra il lago. Ma Ondina scoprì l’inganno, si immerse nelle profondità e scomparve per sempre. Furioso, lo stregone frantumò l’arcobaleno e ne scagliò i frammenti nel lago. Da allora, le sue acque brillano di tutti i colori dellìarcobaleno.
Non meno suggestiva è la leggenda del Re Laurino e del suo roseto. Nelle profondità delle montagne regnava il re dei nani su un regno colmo di tesori. Davanti al suo palazzo fioriva un giardino di splendide rose. Quando Laurino si innamorò della bella Similde e la rapì, i cavalieri accorsero per liberarla. Grazie al suo mantello magico, Laurino si rese invisibile e combatté contro di loro, ma il movimento delle rose lo tradì. Catturato e furioso, maledisse il suo giardino: “Nessun uomo potrà mai vederlo, né di giorno né di notte”, dimenticandosi del crepuscolo. Ecco perché ancora oggi, al tramonto, le rocce del Catinaccio si tingono di rosa.
Queste storie ci ricordano quanto siamo profondamente legati alla natura. Nel nostro hotel desideriamo custodire questa consapevolezza: rispettare e proteggere la natura e regalarvi momenti il più possibile a contatto con essa. E chissà, forse alla prossima passeggiata guarderete le montagne e il lago con occhi diversi.












